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L’Avana

L’Avana , (Habana in lingua spagnola) e fondata nel 1515 è la capitale della Repubblica di Cuba e oggi centro amministrativo, politico, culturale e scientifico dell’isola.

All’interno delle due antiche fortezze che sovrastano la baia, il castello del Morro e il Castello di San Salvador, il centro storico della città patrimonio dell’umanità, un affascinante reticolo di stradine, pittoresche piazzette e vecchie case basse con patii interni. I quartieri moderni sono invece caratterizzati da palazzi imponenti, edifici pubblici, parchi e viali alberati.

Avana: cosa vedere

Come già indicato la zona vecchia, Avana Antica, merita sicuramente un visita. Questa zona comprende i due antichi municipi de La Habana Vieja e Centro Habana, un vasto complesso di piazze, chiese, parchi, strade, edifici coloniali.

Immancabile tappa per un mojito è la Bodeguita del medio (calle Empedrado 207) è un semplice spaccio alimentare aperto dal 1942, ma ebbe illustri frequentatori (Pablo Neruda, Ernest Hemingway, Garcia Marquez, Nat King Cole)

Poi dirzione Templete, qui un giardino con un monumento dedicato ai circa cento marinai delle navi mercantili che furono affondate dai sottomarini nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Nelle vicinanze una fontana chiamata La Pila del Neptuno, con una statua raffigurante il dio del mare, scolpita a Carrara da un ignoto artista italiano.

Sulla destra, appena usciti dal Templete, si ha di fronte l’antico Castillo de la Real Fuerza, più antico fortino dell’Avana, costruito in pietr, circondato da un fossato sempre pieno d’acqua, con bastioni sporgenti a punta di diamante e con un autentico ponte levatoio.

Usciti dal Castillo de la Real Fuerza, voltando subito a destra si arriva a Plaza de las Armas la più celebre delle sette piazzette avanere. Circondata da quattro importanti e vivacissime strade popolari (Calle Obispo, Calle Baratllo, Calle Tacon e Calle O’Reilly) è praticamente il centro della città coloniale. In questo piazzale è assai gradevole sostare per ascoltare la musica dal vivo proveniente dalla vicina caffetteria.

L’edificio che si affaccia sulla Plaza de las Armas è il grande Palacio de los Capitanes Generales che fu sede del governo e dei governatori spagnoli, suggestivo per la sua imponenza fu reso tale nel lontano 1835.

Eccoci ora sotto il portico di Calle O’Reilly 4, all’angolo con Calle Tacon. Qui c’ è il Palacio del Segundo Cabo, con i suoi splendidi colonnati e costruito in stile barocco andaluso.

Esattamente di fronte al Palazzo ci sono il Palacio Horter e il Palacio Chavez: il primo ospita l’interessantissimo Museo Nacional Cubano de la Historia Natural mentre il secondo ha all’interno la Biblioteca Popular Provincial Ruben Martinez Villena.

Uscendo da questi due palazzi e girando a destra si incontra il romantico Hotel Santa Isabel, costruito nel 1784 per la Contessa di Jaruco. Nel 1867 fu trasformato in albergo e ristorante.
Sempre in Calle Baratillo, alla destra dell’hotel, c’è la Casa del Café, con all’ingresso una grande e inedita foto raffigurante Che Guevara con basco e stella, mentre sorseggia un caffé; di fianco c’è la Taberna del Galéon, dove si serve ogni tipo di ron cubano.

Prendendo la stradina tra il Palacio del Segundo Cabo e il Castillo de la Real Fuerza, la storica Calle Tacon, si ha subito modo di ammirare un paio di antiche case coloniali con i muri bianchi e gli infissi azzurri (il tipico azzurro avanero), situate tra Calle Empedrado e Calle O’Reilly.

La prima dimora al nr 12 chiamata La Casa de Carvajal è diventata un Museo Archeologico che espone reperti delle culture precolombiane dell’arcipelago cubano. Invece, la seconda, La Casa de la Puerta  è stata trasformata in bar ristorante molto frequentato dai turisti.

Proseguendo fino al n.4 di Calle Tacon si incontra il Palacio de los Obispos (Palazzo dei Vescovi dell’800, detto anche Palacio de Arostegui). E’ una costruzione molto raffinata ed elegante realizzata per il presidente della Real Compania Comercial de La Habana, lo spagnolo Martin de Arostegui. Nell’800 il palazzo fu restaurato e divenne la dimora di alcuni vescovi habaneri. Nel 1916 fu quindi trasformato in sede sociale dell’Ordine degli Architetti.

Eccoci poi a Plaza de la Catedral dell’Habana (che è circondata da Calle Empredrado, Calle Mercaderes, Calle San Ignacio e dal Callejon del Chorro). Ai lati vi sono i palazzi coloniali settecenteschi fatti costruire dai ricchi latifondisti habaneri.

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